Generazioni in azienda: come Edilcommercio trasforma le differenze in valore

Di Alessandro Vergni – Comunicazione Edilcommercio

Il 5 e 6 giugno Edilcommercio ha partecipato a Milano al Festival dell’Economia Circolare delle Competenze promosso da Fondazione Pensiero Solido. È stata l’occasione per parlare di una delle grandi sfide del nostro tempo insieme a quella dell’Intelligenza Artificiale: il rapporto tra generazioni nei luoghi di lavoro. “Grande sfida” non come formula retorica, ma perché i numeri parlano chiaro: il 17% di disoccupazione giovanile, una popolazione in età lavorativa destinata a ridursi, e oltre il 70% delle imprese familiari che non sopravvive al secondo passaggio generazionale, mentre solo il 13% arriva alla terza generazione. In questo scenario, la rivoluzione tecnologica non fa che accelerare tutto, moltiplicando la velocità del cambiamento e la complessità degli effetti prodotti.

Edilcommercio, piccola impresa della provincia di Grosseto, non è al di fuori del contesto nazionale e internazionale. Essere piccoli e in un territorio di provincia, però, non rappresenta sempre uno svantaggio.

La scommessa della collaborazione tra generazioni

Oggi in azienda Baby Boomers, GenX, Millennials e GenZ lavorano insieme. Non è una novità: è sempre stato così, ma oggi la distanza tra la prima e l’ultima generazione porta con sé differenze più marcate rispetto a quelle passate, perché la trasformazione tecnologica cambia quotidianamente non solo gli strumenti, ma i modi stessi di apprendere, di comunicare, di stare al lavoro.

C’è chi vorrebbe leggere questa distanza come una contrapposizione, quasi una nuova lotta di classe segnata non dal censo, ma dalla data di nascita.

La vera domanda però non è “chi conta di più?”, ma “cosa porta ciascuno?”. Per la mia esperienza di oltre vent’anni di azienda posso affermare che i senior portano identità aziendale, visione ampia, esperienza sedimentata: sanno il cosa e il perché. I giovani portano linguaggi nuovi, familiarità con la tecnologia, uno sguardo contemporaneo: sanno il come e il quando, hanno la grande curiosità. La circolarità delle competenze allora non è un trasferimento a senso unico. È uno scambio vivo, in cui entrambi imparano, entrambi danno, entrambi ricevono. La scommessa, quella vera, è scegliere di collaborare nonostante le differenze — anzi, proprio grazie a esse, in vista di obiettivi comuni.

Il perno resta la persona

Tutto questo, però, regge solo se si parte da un presupposto che in certi ambienti si tende a dimenticare: al centro non c’è la tecnologia, che resta comunque un asset decisivo e sempre più impattante, ma la persona, con la sua storia, la sua responsabilità, i suoi talenti.

Investire sugli strumenti è fondamentale, non investire sulle persone sarebbe imperdonabile. Il valore non sta nell’oggetto: sta in chi lo acquisisce e sa come utilizzarlo.

Per Edilcommercio la priorità è sempre stata quella di trattare ogni collaboratore come una persona nella sua interezza, non come una risorsa adibita a una singola mansione.

Investire sulle persone significa allora creare le condizioni affinchè ognuno possa esprimere il meglio di sé, assumendosi la responsabilità del proprio contributo al progetto comune.

Piccoli per scelta (o per necessità): un vantaggio spesso sottovalutato

C’è un secondo punto poi che riguarda direttamente le piccole e medie imprese e la centralità della persona. Si tende a pensare che le grandi strutture abbiano più risorse, più strumenti, più capacità di affrontare la complessità. È vero solo in parte, perché le micro e piccole imprese hanno una risorsa in più: la flessibilità.

In un’azienda piccola come la nostra, nessuno può permettersi di occuparsi solo della propria casella. Si è costretti, nel senso più produttivo del termine, ad avere una visione d’insieme. A pensare non solo al proprio compito, ma al sistema aziendale. Questo genera qualcosa di prezioso: la capacità di integrare i molti fattori in gioco nell’attività quotidiana dell’impresa.

Non sempre essere piccoli è uno svantaggio. A volte è proprio la condizione che ci permette di muoverci con più agilità, di sperimentare, di sbagliare e correggere in tempi brevi. Di stare, come si dice, con i piedi per terra e gli occhi aperti.

Nuove generazioni, tecnologia, persona, flessibilità. Dopo 70 anni di attività, noi continuiamo a correre così.